Vita di Pi

Titolo: Life of Pi
Regia: Ang Lee
Anno: 2013

Life of Pi - Copertina del libro

Questa è la copertina del libro, non del film. L’ho preferita perché nel film c’è una scena che si ispira a questa immagine.

Life of Pi è un film del 2012 diretto da Ang Lee, ispirato ad un romanzo omonimo che ha riscosso un discreto successo. Il film ha un cast quasi completamente indiano, come era giusto che fosse vista la fonte di ispirazione, quindi niente attori famosi… eccetto Gérard Depardieu, in un piccolissimo cameo.

Gérard Depardieu

Sembra quasi che Depardieu sia stato messo tanto per poter dire che c’è anche lui nel cast.

Il film ha una cornice narrativa, quella del racconto nel racconto, e un lungo prologo per introdurre il personaggio principale e i principali coprotagonisti. Inoltre, verranno introdotti alcuni dei temi principali, come la religione e la spiritualità. Dopodiché si arriverà al “cuore” del film.

Pi da grande

Uno scrittore in crisi creativa chiede a Pi di raccontargli la sua storia, avendo saputo che è molto interessante, per trovare la giusta ispirazione.

Per la maggior parte del film assisteremo a un ragazzo, unico superstite di una nave affondata per via di una tempesta, che cerca di sopravvivere su una scialuppa di salvataggio in compagnia di una tigre. Il problema è che il ragazzo è un sottosviluppato, o almeno così sembra.

Richard Parker

Ed ecco a voi Richard Parker, il co-protagonista del film. Sì, è una tigre. Una tigre reale del Bengala, per la precisione.

Quasi tutte le sue azioni, infatti, sembrano come dettate dalla volontà di peggiorare la situazione. In particolare non si contano le volte in cui sfida la sorte avvicinandosi alla tigre per i motivi più stupidi, come, ad esempio, per poter semplicemente vedere che sta facendo. Ogni tanto lo vedremo mettersi a giocherellare con l’acqua sulla sua zattera, incurante della possibile presenza di squali. E non che non ce ne siano, si vedono più di una volta nel corso del film. E così via.

Il genio

Molto intelligentemente (ironia), Pi mette tutto il cibo a sua disposizione su una zattera. In mezzo all’oceano.

In pratica, laddove spesso in un film la suspence deriva dal fatto che una persona si trova ad affrontare situazioni molto pericolose, che mettono a dura prova il suo ingegno e la sua abilità nel tentativo di trarsi in salvo, in questo film è il protagonista stesso la causa del pericolo. Essendo un imbecille, si salva per puro caso, dopodiché fa di tutto per sfidare nuovamente la sorte. E da questo deriva la suspence.

Cosa non fare durante una tempesta

Cosa bisogna fare se ti trovi su una barca in mezzo ad un oceano in tempesta? Ma certo, ti alzi in piedi! In questo caso, il comportamento folle di Pi è parzialmente giustificato dal fatto che la fame e lo stress hanno pregiudicato la sua sanità mentale.

Così lo spettatore si ritrova a pensare continuamente “No! Non lo fare! Non fare ‘sta stronzata!”. La prima causa della cattiva sorte di Pi non è la cattiva sorte: è Pi. Anzi, tra i leit motiv dell’opera, c’è sicuramente quello della buona sorte che bacia Pi, come se Dio avesse deciso che lui non deve morire. E nonostante questo, lui continua imperterrito nel suo tentativo, involontario, di sprecare questa grandissima fortuna.

Aiuto!

Qualcuno potrebbe chiedersi perché Pi non uccida la tigre, così non rischia di essere divorato, si mette in salvo sulla scialuppa e ne ricava anche una scorta di cibo. Beh, a dire il vero, una risposta c’è.

Brutto film, allora? No, affatto. L’impatto visivo, innanzitutto, è molto buono per tutta la durata del film, e si assisterà spesso a spettacoli visivi di rara bellezza. Tra tempeste, tramonti, branchi di meduse che illuminano il mare come un cielo pieno di stelle, grossi cetacei, banchi di pesci, allucinazioni visive e amenità varie da film fantasy più che biografico, Vita di Pi è un vero piacere per gli occhi.

Balena di giorno

Molte sono le scene di grande impatto visivo, come questa.

Anche le musiche sono molto buone, tra motivi ispirati alla musica tradizionale indiana ai più classici pezzi orchestrali hollywoodiani. Gli attori sono tutti molto bravi, e sicuramente una grandissima prova la dà il protagonista, davvero molto convincente (nonostante la condotta da sottosviluppato del personaggio da lui interpretato).

Pi

L’attore Suraj Sharma è davvero in gamba. Dotato di grande espressività, riesce a trasmettere sempre pienamente le emozioni del suo personaggio.

E poi, per fortuna, il finale è parecchio soddisfacente. Non voglio spoilerare perché ho già spoilerato troppo, ma sappiate che è un finale quasi degno dei migliori thriller. Si potrebbe persino paragonare ai finali dei film di Shyamalan, o a quello de I soliti sospetti. Ma, paragoni a parte, è certamente un film che merita per la sua bellezza visiva, per l’ottima recitazione e per le tematiche affrontate. E, nonostante il comportamento a dir poco opinabile del protagonista, riesce a coinvolgere lo spettatore fino alla fine.

Voto personale: 7 su 10.

– Gallery –

 

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