Anata he

Titolo: Anata he あなた へ
Regia: Furuhata Yasuo 降旗 康男
Anno: 2012

Anata he: poster

Questo è il poster brutto del film. Un po’ troppo idilliaco, da cartolina con tante belle faccine sorridenti e tutti-insieme-appassionatamente.

Takakura Ken 高倉 健 si spegne il 10 novembre 2014, cioè 8 giorni prima che io venissi a saperlo, e che decidessi di dedicargli questo post. Anata he è il suo ultimo film, diretto da Furuhata Yasuo, un regista che evidentemente trovava Ken-san un valido attore nonostante (o forse proprio per) la sua età avanzata. Sue sono infatte molte delle ultime pellicole in cui compare l’attore giapponese, ricevendone tra l’altro anche riconoscimenti piuttosto importanti.

Anata he: Kurashima nella sua auto

Il protagonista si chiama Kurashima Eiji, è un falegname, e ha trasformato la sua auto in una specie di roulotte, con tanto di fornello e tavolo per mangiare.

Anata he è un film piuttosto pacato, come si addice ad un protagonista ultra-ottantenne, ma non per questo noioso. Ammetto che ogni tanto prende una piega un po’ troppo malinconica, ma innanzitutto era difficile fare diversamente considerato il tema del film (vedi più avanti), e comunque non diventa mai davvero pesante. Merito sicuramente di una sceneggiatura che presenta personaggi e situazioni abbastanza eterogenei, e anche perchè si affida a degli attori tra i più bravi e noti del cinema giapponese.

Anata he: Takakura Ken e Beat Takeshi

Personalmente non avrei mai pensato di vedere questi due attori insieme nello stesso film.

Innanzitutto c’è Kitano Takeshi 北野 武, che non ha bisogno di presentazioni. C’è Satō Kōichi 佐藤 浩市, che è diventato uno degli attori più richiesti del Giappone (a proposito, l’avete visto Yurusarezaru mono 許されざる者?). Ci sono Tanaka Yūko 田中 裕子, Yō Kimiko 余 貴美子 e Ayase Haruka 綾瀬 はるか, tre volti femminili anch’essi molto apprezzati. C’è Kusanagi Tsuyoshi 草彅 剛, un cantante della boy-band SMAP, che se la cava davvero bene nel ruolo che gli hanno affidato, e c’è persino un cameo di Asano Tadanobu 浅野 忠信. Sperando di non aver dimenticato nessuno di quelli importanti!

Anata he: viaggio

Il viaggio è il filo conduttore del film. Preparatevi a vedere, di tanto in tanto, suggestivi scorci del paesaggio giapponese.

Il tema centrale del film è la morte, e questo potrebbe bastare ad allontare tutti quelli che del Giappone vogliono sentir parlare solo di anime assurdi, canzoncine kawaii di idol kawaii e stranezze assortite. Son gusti. In realtà, forse il tema centrale di questo film non è la morte, ma la vita, o meglio, quali sono le cose veramente importanti della vita, quelle che le danno un qualche significato e ci fanno pensare di averla trascorsa senza troppi rimpianti.

Anata he: Yōko canta

Yōko, la moglie di Kurashima, è una cantante. Se ho capito bene, il testo dell’unica canzone che si sente cantare da Yōko è tratto da una poesia di Miyazawa Kenji.

Il film è un lungo viaggio compiuto dal protagonista Kurashima Eiji 倉島 英二, interpretato dal nostro Ken-san, il quale decide di partire da Toyama 富山, dove lavora come maestro di falegnameria ai detenuti, e andare in macchina fino a Hirado 平戸, nella prefettura di Nagasaki 長崎. La moglie di Kurashima, infatti, che ha conosciuto solo in tarda età, ha voluto che le sue ceneri venissero sparse proprio nel mare vicino Hirado, il suo paese natale. Durante il viaggio, Kurashima incontra diversi personaggi, interpretati dagli attori sopra menzionati, e questi incontri offrono diversi spunti di riflessione e crescita personale. Notare che non si tratta di episodi a sé stanti totalmente slegati tra loro: gli eventi si intrecciano sapientemente ma senza mai arrivare ad un plot troppo intricato pieno di rimandi e relazioni inaspettate. In altre parole, il tutto ha un sapore molto realistico.

Anata he: Satō Kōichi

Satō Kōichi ha un ruolo secondario, come tutti gli attori di questo film a parte Takakura Ken, ma comunque di un certo rilievo.

A mio parere, un film ben fatto, che forse ambiva a qualcosa di più e non centra pienamente il bersaglio, ma che mi ha comunque lasciato un senso di soddisfazione tale che l’ho già rivisto volentieri una seconda volta. Se apprezzate non solo i tratti più esotici e strampalati del Giappone, ma anche gli aspetti più semplici e quotidiani, questo film potrebbe fare al caso vostro.

Anata he: tramonto

Un tramonto mi sembra un buon modo di chiudere questo post.

Voto personale: 7

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